1930

8 GENNAIO Su “La Tribuna” si può leggere nella pagina sportiva un “inquietante” articolo di costume Schiavitù del pallone: “Non mi sento tranquillo, noto intorno a me come una epidemia che dilaga e fa vittime, la passione del calcio conquista e inesorabilmente anche quelli che io credevo imprendibili, li vedo a uno a uno i miei migliori amici quarantenni allontanarsi da me per unirsi ai tifosi e confondersi all’umanità toccata dal morbo piacevole e deplorevole come l’amore e la politica. Quando erano sani si tenevano compagnia al ristorante da mezzogiorno alle tre, bevendo e fumando, chiacchierando e giocando, ora giungono a tavola a mezzodì meno un quarto, nervosi, incapaci di attendere le pietanze espresse, mangiano in un batter d’occhio, ingozzandosi come struzzi e al tocco scappano dimenticando perfino di pagare il conto non solo ma anche di togliersi il tovagliolo dal colletto, scappano negli autobus e nelle vetture private verso lo Stadio. (…) Come fai a riconoscerli quando li vedi in massa dare l’assalto al recinto dello stadio e spezzare lo steccato e travolgere i carabinieri a cavallo e i plotoni di pubblica sicurezza, spronati da un desiderio infantile che è quello di veder volare un pallone da una porta all’altra, da un piede all’altro, da un punto all’altro del campo? Come fai a riconoscerli quando li vedi svenire di spavento ad ogni goal segnato e quando li vedi urlare e pestarsi le guance con i pugni per un’equivoca interpretazione dell’arbitro“.

FEBBRAIO Mario Mafai e la Antonietta Raphaël partono per Parigi, dove Antonietta rimarrà per quasi quattro anni, a parte brevi soggiorni a Roma e a Londra. A Parigi i due pittori conoscono de ChiricoSavinio e Chagall. Mafai scrive alcuni articoli sulla vita culturale parigina che invia a Falqui per “L’Italia Letteraria“.
Fausto Pirandello torna da Parigi.

Cipriano Efisio Oppo raccoglie le sue memorie e i suoi scritti sull’arte nel volume Mostri, Figure e Paesaggi. introdotto dall’amico Antonio Baldini.

15 MARZO All’Augusteo, prima del Bolero di Ravel.

MARZO Nel Palazzo delle Esposizioni del Giardino Zoologico di Roma, I Mostra nazionale dell’animale nell’arte, con le personali degli specialisti Arturo Dazzi e Sartorio e alcune presenze interessanti (Ziveri, con gli zebù, Donghi, con i suoi canarini in gabbia, Janni con i Capirossi del Po e un misterioso Coniglio leprinoScipione con gli Uccelli morti e I sognatori). Una sala, introdotta da Marinetti, presenta le opere futuriste.

Palazzo delle Esposizioni doppia mostra: quella degli Amatori e Cultori (è il centenario della Società) e quella del Sindacato (alla sua II edizione). Nella VI sala troviamo cinque opere di Francalancia (Podere, Assisi, Studio di montagna, Assisi, Ritratto di un amico, identificabile quest’ultimo con l’inquietante Ritratto di Sergiacomi del 1929), quattro opere di Mafai (tra cui Autoritratto e Ragazza che legge), quattro capolavori di Scipione. (L’Asso di spade, Il risveglio della bionda sirena, Tavolo rosso, Cavallo infuriato), quattro opere di Francesco Di Cocco.

26 APRILE Inaugurazione dell’Esposizione di arte giapponese.

27 APRILE Alla Biblioteca Casanatense, Mostra della Roma secentesca.

MAGGIO Alla Galleria Nazionale d’Arte ModernaGli antichi pittori spagnoli della collezione Contini Bonacossi, una mostra curata da Roberto Longhi con un occhio al presente: “Oggi tocca ai novecentisti d’incontrarsi con un battaglione scelto di vecchi maestri spagnoli; e sebbene la pittura italiana dia oggi qualche bel segno di risveglio, si confida che l’incontro non debba apparire inopportuno o anacronistico; anche perché il succo di certe vecchie e ben fondate lezioni può riattivare la circolazione meglio d’ogni puntura furtiva di mode ultime; senza svenimenti o facili ebrezze“.

14 GIUGNO Si inaugura la Galleria d’Arte di Roma, strategicamente situata in via Veneto 7, destinata a diventare, nonostante sia stata voluta da Mussolini, un centro dell’arte internazionale con particolare attenzione alla giovane avanguardia italiana. Ecco il programma organizzativo firmato da Cipriano Efisio Oppo, Pier Maria Bardi: “In relazione alle disposizioni impartite ieri da S.E. il Capo del Governo, per quanto riguarda i rapporti che intercedono fra la Galleria d’Arte di Roma e il Sindacato Nazionale Fascista Belle Arti, si stabilisce: 1. La Galleria promossa da S.E. il Capo del Governo, è posta sotto gli auspici del Sindacato, e perciò al Sindacato spetta il controllo morale artistico e amministrativo della Galleria. 2. L’organizzazione della Galleria è affidata a P. M. Bardi; la direzione alla signorina Normandia. 3. L’organizzatore della Galleria si impegna a fiancheggiare l’opera del Sindacato nel senso di fornire al Sindacato stesso la possibilità di usufruire di un organo di cultura e di mostra per le più eccellenti manifestazioni d’arte. 4. la Galleria ha una amministrazione indipendente ; la gestione contabile e di cassa è affidata alla Confederazione Professionisti e Artisti ; il controllo al Sindacato, in considerazione che la Confederazione contribuisce finanziariamente all’esito dell’impresa. 5. Al di sopra di ogni accordo fra la Galleria e il Sindacato, vige una leale volontà di collaborazione per contribuire fattivamente al progresso dell’arte italiana, nell’orbita della organizzazione e della disciplina sindacale”. Bardi ha inaugurato con un Omaggio a Spadini, una mostra apertamente politica, per poi proseguire con mostre di grande attualità. Lo dimostra un resoconto presentato da Pier Maria Bardi a Mussolini, dopo un anno di attività: “1 . Pittori Scipione Bonichi e Mario Mafai, giovanissimi (prima mostra dei due p. in Italia: vedere il colto degli articoli fra i quali di Oppo, Pavolini, Neppi). 2. Postuma di Emilio Gola, lombardo (prima esposizione a Roma, con carattere di celebrazione nazionale, inaugurazione tenuta da S.E. il Capo del Governo la prima volta che si sono visti riuniti i più significativi quadri del G., prestati per l’occasione dai principali collezionisti di tutta Italia ; vedere il fascicolo ‘Poligono’ e gli articoli dei critici di tutta Italia). 3. Pittori Carlo Levi, Francesco Menzio, e Enrico Paulucci (presentati da Lionello Venturi, questi tre p. mai osservati a Roma, hanno molto interessato ; espongono ora a Parigi alla Galleria Jeune Europe, il cui direttore notò appunto nella esposizione in parola il valore dei tre). 4. Pittore Filippo de Pisis, residente a Parigi (uno dei più originali pittori italiani; vedere il forte interessamento della stampa; molti acquisti specie da parte di S.E. Angelo Silvio Novaro). 5. Pittrici italiane (Biagini, Cecchi Pieraccini, Pincherle, De Francisci, Colliva, Mancuso, Mori, Levi Montalcini, Maugham, Zeisel, Ruspoli, Marchesini, Quaiotto, Conti Pogliani); mostra inaugurata da S.A.R. la regina Elena. 6. Arte antica e moderna in Bulgaria (mostra tenuta sono il patronato della legazione di S.M. il Re di Bulgaria e visitata da S.M. la regina Elena con vasta eco in Bulgaria. 7. Esposizione di Architetture Razionale (organizzata in collaborazione con il ‘Movimento italiano per l’architettura razionale’ aderente al Sindacato nazionale fascista architetti; inaugurata da S. E. il Capo del Governo che accettò e rese di pubblica ragione il famoso manifesto dei giovani architetti italiani per un’architettura fascista; le polemiche cui ha dato luogo questa mostra sono tuttora in svolgimento ed hanno determinato quella ampia discussione sul problema dell’architettura replicatamente lodato dalla stampa italiana; vedere il volume di ‘Polemiche’ (P. M. Bardi, Rapporto sull’Architettura per Mussolini) edito da Giuseppe Bonzi e Gherardo Casini, nonchè il vasto colto di articoli e di riviste, anche straniere; questa mostra ha avuto un’importanza nazionale e inconfondibile). 8. Pittore Fausto Pirandello e incisore e scrittore Luigi Bartolini (due giovani artisti sconosciuti a Roma). 9. Mostra del Progetto di sistemazione di via Roma a Torino, degli architetti Giuseppe Pagano, Gino Levi Montalcini, Ottorino Aloisio, E. Sottsass e Giuseppe Cuzzi (questo gruppo di architetti aveva promesso a S.E. il Capo del Governo, durante la mostra d’architettura razionale, di redigere un progetto accademico per dimostrazione delle proprie idee, promessa mantenuta con questa mostra che ha interessato la stampa italiana ; vedere un catalogo). 10. Gruppo di artisti residenti a Parigi (de Chirico, Utrillo, Bourdelle, Kisling, Coubine, e cinque opere di Amedeo Modigliani; tutti artisti per la prima volta presentati in Roma, ed alcuni in Italia, opere prestate gentilmente da collezionisti stranieri). 11. Pittori Achille Lega e Giuseppe Cesetti (mostra di buon interesse per la novità dei due p.). 12. Gruppo di 13 artisti veneziani (Bergamini, Dalla Zorza, Da Venezia, Martens, Mori, Novati, Privato, Scarpa Croce, Seibezzi, Varagnolo, Villa), vedere catalogo”.

ESTATE Alla XVII Biennale di Venezia, in una sala composta da romani (BartoliCapogrossiCecchi PieracciniDonghi, Trombadori)Scipione espone Il Cardinal decano. Il quadro, imposto da Oppo alla giuria della mostra, suscita una notevole eco nella critica e l’ammirazione di molti (tra gli altri di Giorgio Morandi).

SETTEMBRE Si apre, presentata da Margherita Sarfatti, la Mostra del Novecento Italiano organizzata a Buenos Aires dagli Amigos del Arte. Espongono, tra gli altri artisti: BertolettiCeracchiniDonghiFerrazziFrancalanciaSocrate e Trombadori. Ci sono opere anche di de Chirico, de Pisis, Carrà, Sironi e Severini. Il critico ripercorre in catalogo tutta la storia del Novecento Italiano fino dagli esordi avvenuti a Milano nel 1922 e spiega il motivo di questa mostra: “Agli spiriti ansiosi per divina inquietudine di bellezza vogliamo mostrare qualche aspetto nuovo della tradizione; qualche lineamento della millenne Italia, uscita rorida come da una seconda nascita dallo sconvolgimento della guerra e dal travaglio redentore del fascismo”.

6 OTTOBRE Da oggi, a mezzogiorno, il cannone del Gianicolo sparerà un colpo a salve.

Enrico Falqui pubblica, per l’editore Carabba, Scrittori nuovi, realizzato in collaborazione con Elio Vittorini (in questi anni Falqui e Vittorini collaborano alla rivista “L’ltalia Letteraria“) e con una prefazione di Giovan Battista Angioletti direttore responsabile de “L’Italia letteraria“. Il volume provoca parecchie polemiche che amareggiano lo scrittore, come si legge nel carteggio che Scipione intrattiene con Falqui.

28 DICEMBRE Muore il pittore Antonio Mancini.

In un discorso alla Camera dei deputati Oppo si pone il problema dell’arte italiana e del suo rapporto con l’Europa e l’America. Il discorso è molto penetrante e ben poco provinciale: “Non faccio questioni di tendenza artistica. E’ certo che l’arte più riuscirà a trovare sostanza italiana, tanto più si eleverà e libererà da quelle mode straniere che, volere o no, contano molto oggi sul mercato di qualità. E’ questione di qualità. Del resto permettetemi una parentesi: non bisogna essere intransigenti, nemmeno su quello che può essere l’apporto artistico straniero: se si fosse stati intransigenti in altri tempi, tanto per portare un solo esempio, non si sarebbe permesso a Giotto di costruire il suo campanile in stile gotico. Non c’è nessuna restaurazione da fare, bisogna guardare con chiarezza nella realtà attuale; il problema dell’arte è oltre tutto anche un problema politico come quello della scienza e come in genere tutti i frutti dell’intelletto e della cultura“.

Margherita Sarfatti compie il censimento dell’arte italiana nel volume intitolato Storia della pittura moderna. Il critico che ha sempre appoggiato il “Gruppo di Milano” per “la volontà evidente di costruire e di far grande“, nota di “Cipriano Efisio OppoBartoliGuidiFerrazzi e gli altri romani” che si attengono invece “più da presso ai soggetti di realtà quotidiana” e quindi consiglia loro di “scrivere parole e frasi semplici” se non sono capaci di “consegnare il grande periodo e la pagina storica“.

Giovanni Scheiwiller pubblica Art Italien Moderne, per le Editions Bonaparte, Parigi. Scrive nell’introduzione: “A Roma, benché il peso della tradizione sia di ostacolo a qualsiasi tentativo ardito, vi sono alcuni artisti interessanti, che continuano metodicamente il loro cammino come  Francesco Di Cocco, Gisberto Ceracchini e l’estraneo Donghi“.

Al cinema si può vedere La canzone dell’amore di Gennaro Righelli: è una svolta perché segna l’avvento del sonoro in Italia. Cominciano i film dei “telefoni bianchi”, con Elsa Merlini nei panni della “segretaria privata”. Ettore Petrolini, con la regia di Blasetti, gira Nerone, una satira non tanto velata del regime.

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