1926

7 GENNAIO Nasce l’Accademia d’Italia (sarà realmente inaugurata solo il 28 novembre 1929). L’istituzione offrirà agli intellettuali, agli scienziati e agli artisti, oltre a una nomina molto ambita, un notevole vantaggio economico. Nel 1933 Ferrazzi sarà nominato accademico. Otterranno premi dall’Accademia, ZiveriCapogrossiDonghi.

Abilmente manovrata, la carovana dell’arte italiana comincia a varcare sempre più spesso i confini. Si apre a New York l’Exhibition of Modern Italian Art che prosegue poi a Boston, Washington, Chicago, San Francisco. Organizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione, con il patronato del Re, la mostra presenta un largo panorama dell’arte italiana. Christian Brinton nell’introduzione in catalogo, accenna al “neoclassicismo” molto diffuso tra i giovani artisti italiani. Tra i romani notiamo: Balla con opere futuriste, Donghi con alcuni capolavori (Lavandaie, La tavola apparecchiata, La chiromante), Ferrazzi con Idolo del prisma e Viaggio tragico, tra i suoi migliori quadri, tra gli scultori: Giovanni Prini, Attilio Selva, Alberto Gerardi, Arturo Dazzi.

Alla Casa d’Arte Bragaglia di via degli Avignonesi mostra collettiva di de Chirico, Dottori, Pannaggi, DonghiGuidi, Bandinelli, Bertoletti, De Grada, de Pisis, Cecchi PieracciniBartoliOppo.

FEBBRAIO Si inaugura a Milano la I Mostra del Novecento Italiano. Tra i romani espongono OppoTrombadoriSocrateFrancalanciaGuidiCeracchini. Nella fase preparatoria della mostra è particolarmente attivo Francesco Trombadori, che da circa un anno segnala artisti (Bandinelli) e sollecita adesioni (de Chirico, Bartoli e Donghi, che non parteciperà). Poche settimane dopo esce il primo numero della rivista “Il Novecento Italiano”, con un’elegante veste editoriale. Il primo numero è introdotto da Margherita Sarfatti. Sulle riviste si accende la polemica sul destino urbanistico di Roma anche a seguito del discorso di Mussolini. I progetti hollywoodiani di Brasini si contrappongono a quelli di Piacentini, intervengono archeologi e fautori della conservazione. Le varie posizioni sono riassunte in un intervento di C. E. Oppo (“La Fiera letteraria”, 7 febbraio). “Nel dibattito fra coloro che vogliono trasformare Roma in ‘una modernissima città’, per intenderci, all’americana, e quelli che la vogliono conservare tale e quale; tra gli archeologi che vorrebbero farne tutto un museo e una tomba, e gli artisti che vorrebbero soltanto conservato quel che è necessario conservare ai fini della bellezza, c’è una incomprensione curiosa, una buffa testardaggine, una limitazione egoistica nel modo di svolgere la discussione. Eppure la risoluzione a me pare di grande semplicità purché si cominci a discutere chiaramente dal principio, a porsi dei teoremi di una cristallina semplicità. E’ Roma una città trasformabile in una grande metropoli moderna con strade larghe centinaia di metri e lunghe chilometri e chilometri, senza offendere l’arte e la storia? Credo che tutti si dovrebbe rispondere di no. E’ possibile lasciare Roma nello stato attuale di convulsione e di caos, con un traffico che giorno per giorno va prendendo un aspetto più spaventoso, con una popolazione che cresce a vista d’occhio e che non sa più ormai ove pigiarsi nelle case, nelle strade, sotto i portici, nei tram, marea che sale e sommerge la vecchia ed illustre città? Credo che tutti si dovrebbe rispondere di no. Allora la soluzione del problema apparentemente insolubile è la seguente: bisogna fare la nuova Roma, la Roma imperiale auspicata da Benito Mussolini, in un luogo nuovo e lasciare la Roma repubblicana imperiale e papale dov’è e quasi come è. Il lavoro da fare nella vecchia città prima di tutto lavoro di ramazza e di risanamento igienico; e poi lavoro di amorosa cura verso i monumenti dimenticati e lasciasti cadere in rovina, un lavoro serio e antiromantico voglio dire di restauro, poiché il rudere lasciato rudere ha un secolare diritto all’aspetto desolato, decadente, piagnucoloso, alle macchie dell’umidità, al vellutello, al capelvenere, agli innamorati nascosti nelle nere ombre del chiaro di luna”.

Bruno Barilli pubblica un volume di scritti musicali Il sorcio nel violino, con una prefazione del suo amico Emilio Cecchi.

FEBBRAIO Brighton (Gran Bretagna) è una nuova tappa della carovana dell’arte italiana: Exhibition of Modern Italian Art. Tra gli altri artisti espongono: Leonetta Cecchi Pieraccini, Ferruccio Ferrazzi, Alfredo Biagini, Ercole Drei, Amleto Cataldi, Eleuterio Riccardi, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi.

11 FEBBRAIO Alla presenza del Governatore di Roma, principe Potenziani, viene inaugurato in via Veneto l’Albergo degli Ambasciatori. L’architetto è Marcello Piacentini. Melchiorre Bega, soprintendente alla decorazione, affida gli affreschi del salone d’onore a Guido Cadorin.

APRILE XCII Mostra della Società Amatori e Cultori di Belle Arti. Tra gli espositori: Eleuterio Riccardi, Ercole Drei, Amleto Cataldi. Espone anche de Pisis.

21 APRILE Iniziano le demolizioni intorno al Teatro di Marcello. Riapre l’ippodromo delle Capannelle.

24 MAGGIO Viene fondato l’istituto di Archeologia e Storia dell’Arte in Roma.

30 MAGGIO Arriva in visita il poeta Rabindranath Tagore.

MAGGIO Antonio Donghi espone per la prima volta alla Biennale di Venezia accanto a Oppo e a un altro esordiente, Emanuele Cavalli.

3 AGOSTO Viene trionfalmente accolto il generale Nobile, rientrato dalla trasvolata del Polo con il “Norge”.

9 AGOSTO “Dopo essersi scambiate reciproche accuse di maldicenza letteraria, e alcuni pugni in un incontro al Caffè Aragno, Massimo Bontempelli e Giuseppe Ungaretti si sono battuti ieri alla spada nella villa nomentana di Luigi Pirandello. […] I due avversari, in maniche di camicia, colletto e cravatta svolazzante, si sono assaliti a tre riprese: a una terza, Ungaretti ha ricevuto all’avambraccio d’estro una ferita di tre centimetri che ha posto fine al duello” (“La Fiera Letteraria”, 15 agosto).

16 SETTEMBRE Vengono istituite la Sopraintendenza ai monumenti medioevali e moderni del Lazio e la Sopraintendenza alle Gallerie ed opere d’arte medioevali e moderne del Lazio.

Esce il primo quaderno di “900” (in francese), aperto dallo scritto Giustificazione di Massimo Bontempelli“La pratica (politica) ha preceduto l’arte e il pensiero puro come era naturale, nell’opera di aprire le porte del Novecento. Oggi, prima che l’arte abbia ripreso il senso del mondo esteriore e della magia, la politica sta ritrovando quello della potenza e del contingente: quel senso ch’ella aveva perduto lungo la strada democratica ottocentesca. Oggi abbiamo in Europa due tombe della democrazia ottocentesca. Una è a Roma, l’altra a Mosca. A Mosca la tomba é vigilata da misteriose fiere che tentano il suolo. A Roma da pattuglie di falchi che a forza di guardare nel sole finiranno forse per cambiarne il corso. Noi gli spiriti nuovi, noi siamo assetati di universale, e diffidiamo, di qualunque internazionale. Per questo, noi nel momento stesso che ci sforziamo essere degli europei, ci sentiamo perdutamente romani”.

14 OTTOBRE La giuria del Premio Carnegie a Pittsburgh, presieduta da Pierre Bonnard, conferisce a Ferruccio Ferrazzi il primo premio per Orizia e Fabiola.

28 OTTOBRE Vengono inaugurate le fontane di Testaccio e di Piazza Mazzini, l’Ara dei Caduti fascisti nel Giardino della Vittoria in Campidoglio. Si apre al pubblico il Foro di Augusto.

30 OTTOBRE Filippo Cremonesi si dimette dalla carica di Governatore ; dieci giorni dopo viene nominato Ludovico Spada Veralli Potenziani.

NOVEMBRE A Palazzo delle Esposizioni, I Mostra nazionale d’arte marinara.

5 DICEMBRE “La Fiera Letteraria” recensisce in prima pagina Il gusto dei primitivi di Lionello Venturi.
Roberto Longhi pubblica la monografia su Carlo Socrate, con un ritratto dell’artista in copertina eseguito da Amerigo Bartoli. Lo storico dell’arte riscopre nel pittore quella vena di “realismo” (in fondo classico) che sta verificando nell’opera di Piero, di Caravaggio, di Gentileschi, di Gaspare Traversi.

Esce il libro di Margherita Sarfatti Dux, per le Edizioni Mondadori, un vero best-seller, che verrà diffuso in molti paesi. La Sarfatti si è da poco stabilita a Roma.

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